Intervista Spiritual Coach – Giusy Esposito

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Ti è mai capitato di sentire una rabbia repressa che continua a occupare spazio e a colorare le relazioni? Come se dentro di te ci fosse qualcosa che pesa, anche se fuori sembra tutto gestibile. 

Giusy Esposito racconta proprio questo passaggio: anni di lavoro su di sé, percorsi già fatti, perfino un lungo cammino di psicoterapia, eppure una parte emotiva restava lì, non trasformata. 

Poi arriva un incontro che la porta prima a lavorare su se stessa con Akasha Awareness e, solo dopo, a scegliere la strada di Spiritual Coach. Questa esperienza si sviluppa con un’intenzione chiara: aiutare gli altri partendo da ciò che ha integrato dentro.

Dal lavoro su di te al desiderio di aiutare gli altri

Giusy inizia a seguire il percorso nel 2023 e la sua scelta ha un ordine preciso: prima lavorare su di sé, poi mettersi al servizio. 

È una differenza importante, perché nella crescita personale spesso si vuole fare troppo presto, mentre la trasformazione reale nasce quando ciò che impari diventa esperienza incarnata.

Lei racconta anche un’altra cosa che molte persone vivono. Aveva già fatto percorsi di life coaching, ma con il tempo si accorge che l’allineamento non è solo una questione di contenuti, bensì di risonanza. 

Sceglie ciò che sente più in armonia con il suo sentire e lascia il resto, non per giudizio, ma per coerenza. 

Da gennaio 2025 nasce una missione più chiara: diventare Spiritual Coach per accompagnare altre persone, un passettino alla volta, senza fretta e senza scorciatoie.

Questa gradualità è già una forma di maturità interiore: non cercare l’ennesimo attestato, ma attraversare un portale, come lei stessa lo percepisce, verso una nuova responsabilità.

Rabbia repressa: un’emozione che chiede di essere trasformata

La svolta più forte della sua storia riguarda la rabbia repressa. Giusy lo dice con semplicità: aveva fatto vent’anni di psicoterapia e non aveva risolto quella parte. 

Non è un attacco a un percorso o a un metodo, è la fotografia di un vissuto: puoi comprendere tanto, ma se l’emozione resta compressa, continua a influenzarti.

Quando inizia a lavorare in modo più profondo su ciò che sente, quella rabbia repressa cambia forma. Il segno che è cambiata davvero non è una frase motivazionale, ma un cambio nella percezione di chi le sta di fronte. 

Giusy racconta che le persone verso cui provava rabbia, perché le rispecchiavano qualcosa, oggi le fanno provare compassione. Non è un’imposizione mentale. È un sentimento nuovo, più ampio, che indica che dentro di lei non si sta più combattendo la stessa guerra.

Questo passaggio è delicato e potente: non significa diventare inermi o accettare tutto. Significa smettere di essere governati dalla reazione automatica e scoprire che l’energia prima spesa in conflitto può diventare lucidità, amore e presenza.

Respiro nel Cuore: centratura quotidiana e intuizione

Tra tutti gli strumenti, Giusy ne sceglie uno che usa ogni giorno, spesso più volte al giorno: il Respiro nel Cuore

Lo descrive come qualcosa di indispensabile, come l’aria. Questo dettaglio dice molto, perché una pratica diventa davvero trasformativa quando smette di essere un’idea bella e si radica interiormente.

Per lei, il Respiro nel Cuore ha tre effetti chiari: centratura, armonia, connessione. La centratura è la capacità di non perdersi nelle onde emotive. 

L’armonia è la sensazione di allineamento tra ciò che senti e ciò che fai. La connessione è quel tipo di presenza che porta intuizioni, perché quando ti calmi davvero inizi a vedere, non solo a pensare.

Giusy parla di vivere nella presenza come di una condizione che cambia l’approccio alla vita. Non si focalizza più su “come reagisco a ciò che succede”, ma “come resto in contatto con me mentre succede”. 

Da questo contatto nasce un modo diverso di attraversare ansia e paura, non per negarle, ma per non esserne dominata.

Riprogrammazione del passato e regressione: sciogliere schemi che si ripetono

Oltre al Respiro nel Cuore, Giusy cita strumenti che toccano memorie e schemi: Riprogrammazione del Passato e Regressione alle Vite Passate. 

Il punto, nel suo racconto, non è il fascino di ciò che è insolito, ma l’effetto pratico: comprendere perché certe situazioni si ripresentano e perché alcune persone attivano sempre la stessa risposta dentro di te.

Quando sciogli uno schema, spesso accade una cosa semplice ma immensa: smetti di vivere in modalità difensiva. 

Non devi più irrigidirti, non devi più attaccare o chiuderti. Ti resta la possibilità di scegliere e  questa libertà, nella quotidianità, è ciò che molte persone cercano senza sapere come nominarlo.

Giusy parla anche delle meditazioni con le guide e della connessione con l’Akasha: un’esperienza che percepisce come totalizzante, ma non confusa, perché col tempo si sviluppa un’intelligenza del sentire. 

Sai cosa usare, sai quando fermarti, sai che cosa ti serve davvero.

Accompagnare altre persone con responsabilità

Quando Giusy descrive le persone che arrivano a chiederle aiuto, emergono temi molto concreti: ansia, paura del futuro, paura di stare male, pensieri catastrofici. 

È un tipo di sofferenza comune e spesso silenziosa, che porta a vivere in allerta anche quando nulla sta accadendo nel presente.

Il punto interessante è come cambia la sua prospettiva: prima avrebbe cercato un colpevole o si sarebbe sentita schiacciata da ciò che l’esterno mostrava. 

Ora si chiede: cosa mi sta mostrando, cosa devo ancora vedere. Adesso arriva perfino a ringraziare quando la realtà mette in luce qualcosa. 

Questo non è ottimismo forzato; è responsabilità, riconoscere che la trasformazione parte da te e che ciò che incontri può diventare un insegnamento.

Giusy racconta anche un’esperienza con una coppia di genitori in difficoltà con figli già grandi. 

Qui emerge un principio chiave: spesso credi che il problema sia chi ti sta di fronte, ma poi scopri che la trasformazione include anche te. 

È una forma di eredità diversa che puoi trasmettere alle future generazioni: non solo ciò che lasci materialmente, ma ciò che guarisci dentro, perché quel lavoro cambia la qualità delle relazioni e il clima emotivo in famiglia.

Conclusione

La storia di Giusy Esposito è un esempio sobrio e potente di trasformazione: dalla rabbia repressa alla compassione, dall’ansia alla centratura, dalla reazione automatica alla responsabilità. 

Il Respiro nel Cuore diventa il suo punto di ritorno, quotidiano, semplice e concreto, mentre strumenti come Riprogrammazione del Passato e Regressione alle Vite Passate le permettono di sciogliere schemi che si ripetevano da troppo tempo. 

Il risultato non è una vita “perfetta”, ma una vita più vera, in cui senti amore per il creato, per gli animali, per le persone e riesci a lasciare andare ciò che non è più allineato a te.Se vuoi trasformare ciò che hai imparato in azioni concrete, scopri RebirthinLove e i suoi percorsi e strumenti qui.

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