Intervista Spiritual Coach RebirthinLove – Lucrezia Salanitri

Indice Articolo

Ti è mai capitato di attraversare un periodo così intenso da farti perdere fiducia nella vita, come se ciò che prima ti sosteneva non fosse più disponibile. 

È spesso lì che nasce una ricerca vera, non mentale, ma urgente e concreta. Nella testimonianza di Lucrezia, Spiritual Coach RebirthinLove, il punto di svolta è proprio questo. 

In un momento difficile scopre l’Akasha e sperimenta una vibrazione diversa, capace di sostenerla quando tutto sembrava fragile nella sua vita. 

Da quella esperienza nasce un desiderio naturale: non tenere per sé ciò che ha funzionato, ma condividerlo con altre persone. 

Questo articolo racconta la sua trasformazione con uno sguardo umano e realistico, senza promesse miracolose, ma con la forza di una consapevolezza che si costruisce passo dopo passo.

Akasha: quando una verità interiore si fa sentire senza dubbio

Lucrezia racconta che l’Akasha arriva come una conoscenza che non è solo da capire, ma da sperimentare nella vita quotidiana. 

Non è un concetto che ti convince con un ragionamento, è una risonanza che senti nel corpo, nel cuore e nello sguardo che torna a respirare. 

Questo dettaglio è importante, perché molte persone passano anni a cercare risposte con la mente e poi scoprono che la svolta avviene quando qualcosa si allinea dentro. 

Lucrezia ascolta per la prima volta Swami Leandro parlare dell’Akasha in un incontro, non lo conosce ancora, eppure quelle parole risuonano come una verità che non può mettere in dubbio.

Qui c’è un messaggio chiaro per la crescita personale: non sempre scegli un percorso per logica, a volte lo scegli per riconoscimento. Quel riconoscimento può diventare un sì che cambia la direzione. 

Lucrezia decide in quell’istante di studiare, di imparare, di rendere stabile ciò che aveva intravisto. Non per “diventare qualcuno”, ma per dare forma alla parte più vera che stava emergendo.

Crescita personale: dalla rabbia alla vulnerabilità che libera

Una delle frasi più forti della sua testimonianza è che divide la sua vita in due fasi. Nella prima, si descrive come arrabbiata, ansiosa, frenetica. Nella seconda, scopre sensibilità, empatia, disponibilità a sostenere gli altri. 

Per molto tempo, proprio quelle qualità le aveva nascoste, quasi fossero un rischio. Questo passaggio è comune: la rabbia può sembrare una protezione, perché crea distanza e ti fa sentire “forte”. Ma nel lungo periodo ti lascia nella stanchezza, nella chiusura e nella solitudine.

La crescita personale, in questo caso, non è ambire alla perfezione o eliminare le emozioni. 

È riconoscere chi sei davvero e avere il coraggio di mostrarti. 

Lucrezia dice che essere in diretta su YouTube è stata la sua sfida più grande, perché significa esporsi, raccontarsi, nominare fragilità e vulnerabilità. 

La cosa interessante è che non lo racconta come un traguardo definitivo: dice che la sfida non è superata al cento per cento, perché la crescita continua. 

Questo è un segno di autenticità: non c’è bisogno di maschere spirituali, c’è bisogno di verità.

Respiro nel Cuore: la calma come nuova identità

Tra gli strumenti, Lucrezia sceglie il Respiro nel Cuore come pratica più potente per lei. Non perché sia l’unica, ma perché ha segnato un cambiamento profondo nella sua esperienza quotidiana. 

Si definisce ansiosa e frenetica e racconta che fermarsi anche solo pochi minuti era inconcepibile. 

Quando riesce a farlo con l’intento di creare quiete e connettersi alla verità interiore, accade qualcosa che per lei è decisivo. 

Capisce che può creare la vita che desidera in qualsiasi momento, non per magia, ma perché smette di scegliere dalla paura.

Non significa che ogni desiderio si realizza automaticamente. Significa che cambia lo stato interno e quel cambiamento influenza le scelte, la qualità delle azioni e la direzione. 

Lucrezia porta anche un esempio concreto: realizza un trasferimento vicino al mare che desiderava da anni e una casa più grande. 

Ma la vera trasformazione, quella più importante, è un’altra: sperimenta la calma. 

L’ansia non la attraversa più come prima e non le impedisce di decidere. Quando arriva un bivio, invece di reagire e scappare, si ferma e la scelta accade con naturalezza, perché è più allineata a ciò che è bene per lei.

Questa è una definizione realistica di trasformazione: non cambiare il mondo con la forza, ma cambiare il tuo modo di stare nel mondo, così che il mondo risponda diversamente.

Fiducia nella vita nella relazione di coppia: litigare con consapevolezza

Un passaggio molto utile della testimonianza riguarda la relazione di coppia. Lucrezia racconta che all’inizio aveva paura di mostrarsi al compagno, soprattutto quando iniziava a fare sessioni o a sostenere altre persone. 

Questa paura si manifestava con attacchi di panico e un malessere reale. Poi, con il tempo, supera quella soglia e oggi sono insieme nel percorso. 

Il punto interessante è che non propone un concetto idealizzato: dice apertamente che litigano ancora.

Eppure aggiunge qualcosa che cambia tutto: oggi sanno che quelle due persone che litigano non sono loro nella verità più profonda, ma una parte ferita. Questa distinzione è cruciale. 

Non elimina il conflitto, ma evita che il conflitto diventi identità. Dopo, non resta la zavorra. Si trasmuta, ci si ritrova e può persino arrivare il sorriso, perché riconosci che è stata toccata una ferita, non distrutto l’amore.

In ottica di crescita personale, questo è un passaggio evolutivo: smetti di vivere la coppia come campo di battaglia e inizi a viverla come spazio di consapevolezza. L’amore non diventa dipendenza né controllo, ma scelta ripetuta, anche quando emergono ombre.

Fiducia nella vita con i figli e nella maternità: connessione profonda

Lucrezia parla anche dei figli e lo fa con grande intensità. Dice che per molto tempo non si è sentita una buona madre e che il giudizio su se stessa la portava, senza consapevolezza, a respingere e ad allontanare i figli. 

È un passaggio molto delicato, perché tante persone vivono questa dinamica in silenzio: ti condanni, ti senti nell’inadeguatezza e quella condanna genera distanza. 

Poi accade qualcosa: inizi a sanare ferite e debolezze e noti che anche loro cambiano. Il rapporto diventa più evoluto, più profondo, come se si aprisse un livello nuovo.

Qui non serve spiegare tutto. È sufficiente riconoscere il principio: quando cambi tu, cambia lo specchio della tua vita. 

Non perché controlli gli altri, ma perché tu porti una presenza diversa, e quella presenza modifica il campo relazionale. 

Lucrezia dice una frase semplice e piena di luce: mi piace essere madre, amo i miei figli. Questo è il segno che la maternità non è più solo dovere o fatica, ma relazione viva.

Conclusione

La storia di Lucrezia mostra un movimento chiaro: dall’idea che la rabbia protegga, alla scoperta che è l’amore a dare potere. 

Non un amore ingenuo, ma un amore che ti riporta al centro, ti permette di vedere le parti ferite senza identificarti e ti aiuta a fare scelte senza fuga. 

Questo è un messaggio utile per chi sta iniziando: ci saranno alti e bassi, sfide profonde, momenti in cui la mente si agita. Ma se senti una verità interiore che chiama, vale la pena ascoltarla e darle spazio.

Se vuoi trasformare ciò che hai imparato in azioni concrete, scopri RebirthinLove e i suoi percorsi e strumenti qui.

Facebook
WhatsApp
Telegram
LinkedIn
Twitter
Email

Lascia un commento