Intervista Spiritual Coach RebirthinLove – Silvia Scisetti

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Ti è mai successo di sentire una vocina chiara che arriva raramente, e che proprio per questo ti spinge a fermarti e ascoltare? Delicata come il soffio di un respiro arriva fino al tuo cuore.

In molte storie di crescita personale il cambiamento non nasce da un piano perfetto, ma da una scintilla: una diretta vista apparentemente per caso, una frase che risuona, un sì detto prima che la mente trovi mille ragioni per rimandare. 

Nella testimonianza di Silvia, allieva del MYDA, Master Your Dharma Academy, emerge un punto essenziale: la trasformazione vera non è astratta, perché si misura nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, nel modo in cui attraversi le emozioni e nella qualità del tuo stare. 

Al centro, una parola semplice e potente: Respiro nel Cuore, inteso come simbolo di presenza, radicamento e ritorno all’Amore.

Respiro nel Cuore e chiamata interiore: quando riconosci ciò che è serio

Silvia racconta che la scelta è arrivata come spesso accade con le chiamate importanti: non con un ragionamento lineare, ma con un riconoscimento immediato. 

Aveva già percorso strade valide, aveva già lavorato su di sé, eppure ha sentito che qui c’era qualcosa di profondo e serio, cioè capace di portare valore reale, non solo concetti. 

Questo punto è centrale per chi cerca crescita e evoluzione: la mente ama l’accumulo, mentre il cuore cerca essenzialità. 

Quando un’esperienza è autentica, non ti promette scorciatoie, ma ti invita a restare presente e a integrare. L’integrazione è la vera misura della trasformazione, perché si vede nel modo in cui vivi un lunedì qualunque, non solo in un momento intenso o ispirato.

In questa prospettiva, Respiro nel Cuore diventa una soglia: non un trucco o una formula, ma un modo di rientrare in te quando la mente si appropria di tutto. 

La testimonianza sottolinea una qualità preziosa: restare con i piedi per terra. Nella crescita spirituale, infatti, si rischia a volte di confondere profondità con astrattezza. 

Qui il punto è opposto: più vai in profondità, più vivi nella concretezza, perché impari a leggere la realtà senza scappare.

Presenza oltre la mente: il “click” che cambia la qualità delle giornate

Silvia dice una cosa che molte persone sentono, ma non sempre riescono a nominare: per anni ha cercato soprattutto con la mente. 

Capire, scoprire, essere perfetta, trovare la spiegazione giusta. Poi, a un certo punto, si apre un altro mondo: la presenza. 

Non perché la mente diventi inutile, ma perché smette di comandare da sola. Quando la mente non occupa tutto, si crea spazio per ascoltare ciò che c’è davvero, senza sovrastrutture.

Questo passaggio è un punto di svolta nella crescita personale. Finchè cerchi solo di controllare, vivi spesso in tensione: anche i percorsi più belli rischiano di diventare un’altra lista di cose da fare. 

Quando invece impari a stare, senti che la vita cambia qualità. Cambia il tuo modo di rispondere alle situazioni. Cambiano le relazioni. Cambia la quotidianità. 

Silvia parla di una dolcezza nuova, di una calma più presente, di un’atmosfera più bella in casa, non come perfezione irreale, ma come qualità di vita.

In termini di evoluzione, questo è un insegnamento semplice: non devi diventare un’altra persona per crescere. 

Sei sempre tu, ma non sei più la stessa persona di sei mesi fa, perché la vita ti porta avanti, e tu puoi scegliere se farlo con consapevolezza. La crescita guidata dal cuore non ti snatura: ti riconduce alla tua natura.

Vibrazioni e scelta: dal sentirti in balìa al sentire responsabilità

Un altro tema forte della testimonianza riguarda le vibrazioni, intese come linguaggio per descrivere stati interiori. 

Silvia dice che ha compreso cosa significa stare nelle vibrazioni basse e alimentarle, ma anche come alzarle senza scappare. 

Questo è un passaggio chiave, perché molte persone confondono l’elevazione con la fuga. Qui invece il senso è integrazione: riconosci ciò che provi, riconosci dove ti trovi, e scegli come stare.

La differenza è sottile ma enorme. Prima ti senti in balìa: delle emozioni, degli eventi, dei rapporti. Poi inizi a sentire responsabilità: non colpa, ma possibilità di scelta. 

“Dipende da me” non è un peso, quando diventa maturità. È libertà concreta, perché ti restituisce la guida di te, e riduce l’idea di essere trascinati dalla vita. 

Questa libertà si vede soprattutto nelle piccole cose: nel modo in cui rispondi a una parola, in cui rientri in te dopo una reazione, in cui attraversi un disagio senza alimentarlo.

In questo senso, crescita ed evoluzione non sono una corsa verso l’alto. Sono una capacità crescente di ritrovare l’armonia, anche quando l’armonia si rompe. 

Non esiste una vita perfetta, ma esiste una via più chiara per tornare al tuo centro, e questo cambia tutto.

Professionalità e vita pratica: spiritualità senza confusione

Silvia sottolinea un altro punto fondamentale: la professionalità e la capacità di portare tutto nella vita pratica. 

Per molte persone la parola spiritualità è confusa con religione o con idee vaghe. 

Qui l’approccio è diverso: la spiritualità è ciò che emerge quando c’è equilibrio tra corpo, mente, cuore e anima. 

È qualcosa che si misura in chiarezza, sicurezza, capacità di prendere decisioni, e capacità di stare nelle relazioni.

Un aspetto interessante della sua testimonianza è l’Amore come centro. Non un amore perfetto o sentimentale, ma una via amorevole che cambia il modo di vivere le relazioni e la quotidianità. 

Silvia lo descrive come un pezzo mancante, e insieme come un “pezzettone”: perché entrare in quello stato rende possibile cambiare realtà e qualità della vita. 

Il messaggio, però, resta sobrio: non si tratta di una promessa garantita, ma di un orientamento che, quando è praticato con costanza, produce effetti profondi.

Inoltre, Silvia parla della connessione come qualcosa di semplice e disarmante: non aggiungere, ma togliere. Togliere ciò che ostacola, per arrivare al nucleo, alla verità del presente. 

Questo è un criterio molto sano, perché evita accumulo e confusione, e rende il percorso accessibile anche a chi è molto mentale e teme di non avere predisposizione.

Conclusione

Se c’è un filo che attraversa questa testimonianza, è l’idea che la trasformazione non sia un evento spettacolare, ma un processo che cambia la vita mentre la vivi. 

Respiro nel Cuore, presenza, vibrazioni e Amore sono parole che, qui, diventano concretezza: più calma, più dolcezza, più consapevolezza, più scelta, più qualità nelle relazioni. 

Non significa eliminare la mente, ma includere ciò che la mente da sola non può contenere. Significa scoprire che il cambiamento non ti allontana da te, ma ti riporta a casa.

Se vuoi ascoltare l’intervista completa e ritrovare questi passaggi nella voce diretta di Silvia, puoi guardare il video su YouTube qui. Se vuoi trasformare ciò che hai imparato in azioni concrete, scopri MYDA con i suoi percorsi e strumenti.

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